Merano WineFestival, premiata la Campania

MERANO – Il grande vino italiano celebra i suoi protagonisti nella cornice del 35° Merano WineFestival, uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama enogastronomico internazionale. Una serata dedicata all’eccellenza, alla tradizione e all’innovazione ha accompagnato l’apertura dell’edizione 2026, con la consegna dei 101 WineHunter Award Platinum, il massimo riconoscimento della guida The WineHunter, e la premiazione delle sette personalità insignite del titolo di WineHunter Stars.

Il Teatro Puccini di Merano ha ospitato la cerimonia inaugurale, trasformandosi in un punto d’incontro tra produttori, enologi, professionisti della ristorazione e protagonisti della comunicazione enogastronomica. A guidare le premiazioni il fondatore della manifestazione, Helmuth Köcher, affiancato da Andrea Radic, coordinatore delle commissioni d’assaggio della guida The WineHunter.

Il riconoscimento Platinum viene attribuito alle produzioni che superano i 96 punti su 100, una soglia riservata alle eccellenze selezionate attraverso il lavoro delle commissioni di degustazione. Un risultato che premia non soltanto la qualità del prodotto, ma anche la capacità delle aziende di valorizzare territori, vitigni e tradizioni produttive.

L’edizione 2026 ha introdotto una novità significativa: per la prima volta nella storia dei WineHunter Award, quattro vini hanno raggiunto il punteggio massimo di 100 su 100.

Si tratta del Perlé Ferrari Trento DOC 2002 di Ferrari Trento, dell’Alto Adige Terlano DOC Rarity 2013 della Cantina Terlano, della Vernaccia di Oristano DOC Riserva 1998 dell’azienda Attilio Contini e del Vin Santo di Montepulciano DOC Occhio di Pernice 2012 di Avignonesi.

Quattro etichette che rappresentano territori e tradizioni differenti, accomunate da una qualità riconosciuta ai massimi livelli dalla guida. I produttori erano già stati celebrati lo scorso ottobre, durante la presentazione ufficiale del festival al Senato della Repubblica, ricevendo una scultura realizzata in meranite, particolare gemma vulcanica proveniente dalla Val di Nova.

Accanto alle eccellenze italiane, la manifestazione ha premiato anche cinque produzioni internazionali provenienti da Sudafrica, Francia e Georgia. Tra queste il CR1 Redstone Grand Reserve 2021 di Capelands Wine Farm, due Champagne Grand Cru firmati Le Mesnil e Champagne Encry, oltre al Kisi Orange 2022 di Bediani Winery e all’Appassimento Reserve 2017 di Dekanozisgvili Winery.

Un’apertura internazionale che conferma la volontà del Merano WineFestival di mettere a confronto culture enologiche differenti, valorizzando produzioni capaci di distinguersi per identità e qualità.

Particolarmente emozionante il momento dedicato agli otto Cult Oenologist, riconoscimento riservato ad alcune delle figure che hanno contribuito a trasformare il vino italiano in un patrimonio riconosciuto a livello mondiale.

La cerimonia si è aperta con un ricordo di Franco Bernabei, scomparso nel luglio scorso, considerato uno dei grandi interpreti dell’eleganza enologica italiana.

Sul palco sono stati celebrati Riccardo Cotarella, Carlo Ferrini, Luca D’Attoma, Gianni Menotti, Paolo Caciorgna, Alessandro Cellai e Gabriele Gadenz. Professionisti appartenenti a generazioni differenti, uniti dalla capacità di interpretare le caratteristiche dei territori e accompagnare l’evoluzione della viticoltura italiana.

Il festival ha voluto così rendere omaggio non soltanto ai risultati raggiunti, ma anche alla ricerca, alla sperimentazione e al lavoro che si nasconde dietro ogni grande bottiglia.

Grande attenzione anche agli Honour Award, nove riconoscimenti destinati ad aziende e personalità che si sono distinte per il contributo offerto al mondo del vino, della gastronomia e dei distillati.

Tra i premiati figura Sapori Vesuviani di Pasquale Imperato, che ha ricevuto il Tradition Award, un riconoscimento particolarmente significativo per la valorizzazione delle tradizioni gastronomiche legate al territorio vesuviano.

Un altro importante risultato per la Campania è arrivato con il Soul of the Land Award assegnato al Consorzio Vini Sannio, premiato per il legame tra produzione vitivinicola, identità territoriale e valorizzazione delle proprie radici.

Due riconoscimenti che portano la Campania tra le protagoniste della manifestazione, confermando il valore delle sue produzioni enogastronomiche e il ruolo sempre più importante dei territori nella costruzione dell’identità del Made in Italy.

Gli altri Honour Award sono stati assegnati a Nonino Distillatori per la fedeltà alla tradizione aziendale, Calvisius Caviar per l’innovazione, Riccardo Pasqua di Pasqua Vigneti e Cantine per la creatività, José e Cristina Rallo di Donnafugata per la visione imprenditoriale, alla famiglia Ippolito di Ippolito 1845 per il patrimonio familiare, a Marco Caprai per il ruolo pionieristico e a Rosset Terroir per la ricerca e l’innovazione.

Spazio anche alla produzione dei vini dolci con i Dolcissimo Award, assegnati al Rosenmuskateller Mitterberg IGT 2024 di Ansitz Waldgries Christian Plattner e al Juvelo Gewürztraminer Passito Südtirol DOC 2024 della Cantina Andriano.

Il Premio Speciale Radici Sostenibili è stato invece attribuito all’associazione GRASPO, rappresentata da Aldo Lorenzoni, per l’impegno nella salvaguardia della biodiversità viticola e nella conservazione delle varietà tradizionali.

La giornata è proseguita al Kurhaus con il Gala Dinner, una serata nella quale l’alta cucina italiana ha incontrato il mondo del vino, della moda e dello spettacolo.

Il percorso gastronomico, realizzato in collaborazione con Teritoria, realtà europea che riunisce oltre 300 strutture tra ospitalità e ristorazione e vede Alain Ducasse nel ruolo di Brand President, ha proposto un viaggio attraverso cinque interpretazioni della cucina contemporanea.

Protagonisti gli chef Sarah Bertocchi e Fabrizio Molteni, Massimo Spigaroli, Arcangelo Tinari, Giacomo Devoto e Anna Ghisolfi, chiamati a raccontare attraverso i loro piatti il rapporto tra territorio, memoria, creatività e bellezza.

La serata ha ospitato anche la sfilata di moda The Birth of Beauty, con abiti, gioielli e accessori firmati da diversi creativi. Tra gli elementi più originali, l’utilizzo di Vegea, un biomateriale ricavato dalla vinaccia, esempio concreto di come gli scarti della filiera vitivinicola possano trovare nuove applicazioni nel settore della moda sostenibile.

Ad accompagnare gli ospiti, le esibizioni musicali della cantante soul statunitense Sherrita Duran e della giovane artista albanese Anjes Çobo.

Il momento più atteso della cena di gala è stato quello dedicato alle sette WineHunter Stars 2026, personalità che si sono distinte per il contributo offerto alla crescita e alla diffusione della cultura enogastronomica.

Il riconoscimento Wine Producer Star è andato all’enologo Roberto Cipresso, mentre Beppe Palmieri, maître-sommelier dell’Osteria Francescana, ha ricevuto il Wine Manager Star.

A Giuseppe “Peppone” Calabrese, volto televisivo e ambasciatore della cucina italiana nel mondo, è stato assegnato il Wine&Food TV Host Star, per la capacità di raccontare il patrimonio gastronomico nazionale attraverso la comunicazione televisiva.

Particolarmente sentito il premio Wine Artist Star dedicato alla memoria di Livio Felluga, figura storica della viticoltura italiana. A ritirarlo è stato il figlio Filippo Felluga, amministratore delegato dell’azienda di famiglia.

Il Food Star è stato attribuito allo chef Jörg Trafoier del ristorante Kuppelrain, mentre la Communication Star è andata a Cristina Mercuri, prima donna italiana a conquistare il prestigioso titolo di Master of Wine.

A completare il gruppo delle sette stelle, Luca D’Attoma, insignito del Winemaker Star per il suo percorso professionale e il contributo all’evoluzione dell’enologia italiana.

Durante la serata, condotta da Maurizio Di Maggio di Radio Monte Carlo e Sonia Leonardi, è arrivato anche un riconoscimento a sorpresa per Elisa Scheffler, nominata Madrina dell’Eleganza e della Bellezza, tema centrale dell’edizione 2026.

Il Merano WineFestival conferma così la propria identità di manifestazione capace di andare oltre la semplice degustazione, proponendosi come luogo di incontro tra produttori, professionisti e interpreti delle nuove tendenze del settore.

Il vino diventa il punto di partenza di un racconto più ampio, nel quale convivono cultura, sostenibilità, gastronomia, ricerca e valorizzazione dei territori.

In questo scenario, i riconoscimenti ottenuti da Sapori Vesuviani e dal Consorzio Vini Sannio assumono un significato particolare per la Campania, che continua a distinguersi per la ricchezza delle proprie tradizioni e per la capacità di promuovere le eccellenze locali anche nelle manifestazioni di rilievo internazionale.

La 35ª edizione del Merano WineFestival si apre dunque nel segno della qualità e della bellezza, celebrando il lavoro di chi, attraverso il vino e il cibo, contribuisce ogni giorno a raccontare l’identità e il valore del patrimonio enogastronomico italiano.

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