Al Vinitaly la Campania si conferma protagonista con una partecipazione ampia, strutturata e fortemente orientata alla valorizzazione del proprio patrimonio vitivinicolo. I primi riscontri parlano di un bilancio decisamente positivo, grazie a una presenza significativa di operatori, buyer internazionali e stampa specializzata.
La regione si è presentata con uno spazio espositivo di circa 5.600 metri quadrati, ispirato al tema dell’America’s Cup, in un richiamo simbolico al grande evento velico che interesserà il Golfo di Napoli nel 2027.


All’interno dell’area:
- 170 aziende vitivinicole
- oltre 2.000 etichette in degustazione
- più di 20 eventi tra incontri e approfondimenti
- 4 masterclass affidate a wine expert donne
Un progetto coordinato dagli assessorati regionali all’Agricoltura e alle Attività Produttive, in collaborazione con Unioncamere Campania e la Camera di Commercio di Napoli, che ha puntato su un racconto coerente e contemporaneo del vino campano.
Non solo degustazioni, ma una vera e propria narrazione territoriale. La Campania ha saputo integrare il vino con le sue eccellenze gastronomiche, dalla pizza napoletana certificata dall’Associazione Verace Pizza Napoletana alla Mozzarella di Bufala Campana DOP, valorizzata insieme al Consorzio di tutela.
Grande partecipazione anche agli eventi del “fuorisalone” cittadino e alle masterclass in fiera, spesso sold out, a conferma dell’interesse crescente verso una regione che punta sempre più sulla qualità e sull’identità.
Nel corso della manifestazione è emersa con chiarezza la linea strategica della Campania: rafforzare il posizionamento internazionale attraverso autenticità, sostenibilità e valorizzazione dei vitigni autoctoni.
In un contesto globale complesso, la competitività passa dalla capacità di raccontare il territorio e differenziarsi. I mercati di riferimento restano quelli tradizionali, come gli Stati Uniti, ma cresce l’attenzione verso nuove destinazioni, dall’Asia all’America Latina, dove aumenta la domanda di vini identitari.
Uno degli elementi distintivi della partecipazione campana è stato il forte accento sul contributo femminile. Le masterclass al femminile e il report “Donne, vino e futuro”, promosso dall’Associazione Donne del Vino, hanno evidenziato il ruolo sempre più centrale dell’imprenditoria femminile, anche in relazione a innovazione e nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale.
Altro elemento chiave è stata la presentazione congiunta di tre importanti realtà:
- Sannio Consorzio Tutela Vini
- Consorzio Tutela Vini VitiCaserta VITICA
- Vita Salernum Vites
Un’alleanza che mira a rafforzare la riconoscibilità dei vini campani attraverso un approccio integrato.
Questi consorzi rappresentano territori profondamente diversi ma complementari:
- il Sannio, con vitigni simbolo come Falanghina e Aglianico;
- l’area casertana, legata a tradizioni antiche come l’alberata aversana;
- il salernitano, dove la viticoltura incontra il mare e il paesaggio mediterraneo.
Grande attenzione anche all’enoturismo, sempre più leva strategica per lo sviluppo del settore. Tra gli appuntamenti più rilevanti, la presentazione del calendario “Praesentia – Campania Divina”, dedicato agli eventi enogastronomici regionali.
L’obiettivo è chiaro: trasformare il vino in un’esperienza completa, capace di coinvolgere cultura, paesaggio e tradizioni locali.
La partecipazione della Campania al Vinitaly 2026 conferma un percorso di crescita strutturato e condiviso. Il vino diventa così ambasciatore di un territorio ricco e complesso, che punta a consolidare la propria presenza sui mercati internazionali attraverso qualità, identità e capacità di fare sistema.
Una strategia che guarda al futuro, senza perdere il legame con le proprie radici, e che posiziona la Campania tra le realtà più dinamiche del panorama vitivinicolo italiano.
