Sostenibilità ed innovazione tra i temi della 22° edizione del Cibus

Un’edizione da record per Cibus a Fiere di Parma appena conclusa con oltre 75 mila presenze, 3.000 brand e 3000  buyer.

Nei corso dei 4 giorni del salone di riferimento dell’agroalimentare italiano sono state presentate più di mille novità prodotto, tra i quali l’olio spalmabile dolce, il tea kombucha, il progetto di degustazioni di grani e  il salame al tartufo con copertura di parmigiano. Nello stand dedicato al beverage, impossibile non fermarsi dinanzi ad una piramide di energy drink e tea dedicati al campione del calcio Diego Maradona, commercializzati da RiseItaly.

Tra i principali trend, da segnalare quello legato a salute e benessere, con protagonista il collagene, presente in numerose bevande e alimenti.

Molto interessante  l’applicazione dell’intelligenza artificiale per contrastare le contraffazioni alimentari, con il progetto Nina, promosso dal Consorzio delle Mozzarella di Bufala Campana Dop, per tutelare un’eccellenza del nostro agroalimentare (primo marchio Dop per importanza del Centro-Sud Italia e il terzo tra i formaggi Dop italiani) contro le fake-mozzarelle e contrastare il fenomeno dell’Italian sounding.

A caccia di nuove idee mi fiondo al padiglione 7 dove incontro una vecchia conoscenza, il Prof. Davide Pellegrini docente di Marketing del locale Ateneo tra gli ideatori di Spazio T_OWN, “il supermercato delle idee” come lo definisce Giovanni Romano, ricercatore universitario   “un’esposizione di mock-up di articoli alimentari di fantasia, che raccontano progetti dedicati agli ESG ed alla responsabilità socio-ambientale, il tutto con un’innovativa modalità per votare l’idea sostenibile preferita. Il sistema è concepito per essere esportato in tutte le fiere coinvolgendo le imprese e studiando il prodotto-mercato attraverso le votazioni dei visitatori, un’idea molto  utile per le aziende nei processi di innovazione dei prodotti all’interno delle fierei”

L’dea sostenibile risultata vincitrice è  il Kombucha, una bevanda benefica introdotta da  Intro Foods,  una giovane azienda italiana che produce in autonomia bevande analcoliche e funzionali, “Sogniamo un mondo in armonia con la natura, basato sulle tradizioni del passato ma capace di affrontare le sfide del futuro. Crediamo in un mondo in cui la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente esistano in sinergia con la voglia di sentirsi bene e vivere meglio” riferiscono il socio Sebastan Prennushi con la moglie Roberta Nobile “Il rispetto dei tempi di fermentazione e delle tecniche tradizionali di produzione è fondamentale, kombucha è fermentato a lungo e privo di aromi e coloranti artificiali. Abbiamo iniziato questo progetto con la promessa di farlo nel massimo rispetto dell’ambiente per questo utilizziamo esclusivamente packaging a basso impatto ecologico, come vetro e alluminio”.  Dopo la laurea in Scienze e

Tecnologie Erboristiche, Roberta e Sebastian scoprono il kombucha in Canada, dove se ne innamorano e fanno esperienza in una brewery locale per diversi anni. Nel 2021 tornano in Italia e fondano Intro Foods nella loro città natale, Trieste.

Lo stand accanto mi porta a mille chilometri di distanza tra i prodotti siciliani di l’Ovolio, idea di Giovanni Spataro, che fonda le radici nel frantoio di famiglia dove muove i primi passi ma, spinto dalla passione ricerca un nuovo modo di consumare l’olio trovando il perfetto connubio tra innovazione e tradizione. Nasce cosi  Golivoso,  il primo ed unico olio extravergine di oliva spalmabile dolce.

Interessante il progetto di Maria Vittori titolare di un borgo agricolo a Poliano che, dopo aver studiato le intolleranze al glutine si è avvicinata ai grani antichi che hanno un maggior apporto nutritivo ed un basso tenore di glutine,  decidendo di seminarli. “Il terroir non è caro solo al vino ma anche al grano e, infatti quando si assaggiano paste prodotte da piccoli appezzamenti, il tipo di suolo e le coltivazioni vicine influenzano i profumi del grano”.

Passeggio tra i padiglioni e gli stand accompagnato da Diego Farinazzo, direttore vendite di Bergader Italia, nota azienda di formaggi nata nel paesino alpino Waging am Seesin all’inizio del ‘900;  Bergader significa “vena di montagna” (ruscelli che nascono dai ghiacciai e scendono verso valle).

Rimanendo in tema di formaggi incontro Antonella e Giuseppe Fadda, due giovani fratelli nello stand di Casa Fadda. “Da noi le antiche tradizioni millenarie sono esaltata da idee innovative capaci di valorizzare la grande qualità delle nostre materia prime” riferisce Giuseppe, mentre Antonella si dice fiera perché la loro azienda è “l’unico caseificio della Sardegna dedicato esclusivamente alla produzione e commecializzazione di formaggi erborinati buoni, gustosi e capaci di reggere il confronto con i più grandi erborinati internazionali”.

Dopo aver degustato la nuova etichetta “Boccabuona” di Vinicola del Sannio, nel cammino verso l’uscita un profumino attira la mia attenzione e mi porta nello stand di Pagnani Tartufi. Qui di innovativo non c’è nulla se non le mie papille gustative appena rigeneratesi dopo la degustazione dei vini.

Loreto Pagnani mi racconta la storia dell’azienda mentre illustra i prodotti esposti “Nel  2002 dalla tenace volontà della famiglia Pagnani di non disperdere trent’anni di esperienza maturata nella ricerca e commercializzazione  del tartufo fresco, motivati dal convincimento di riuscire a portare sulle tavole il tartufo cosi come solo chi lo conosce e lo ama da generazioni può fare…nasce l’azienda artigianale Pagnani Tartufi. Tramandando le migliori espressioni gastronomiche del territorio senza  trascurare il ricorso alle più moderne tecnologie alimentari che ci consentono di evitare l’utilizzo di sostanze  conservanti o coloranti, garantendo allo stesso tempo elevati  standard   di qualità  all’ottenimento del prodotto finito” .

Finisce cosi l’ultimo giorno di presenza al Cibus, con un arrivederci al prossimo TuttoFood Milano.

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